A Trieste scoprii che la frontiera è un luogo, non un passaggio, che può estendersi per chilometri e chilometri e conficcarsi fin nella carne viva di un paese. La frontiera è anche un modo di essere, un volersi sentire provvisori e respingere l'ingiunzione di un'appartenenza o anche la condanna a un esilio senza patria, la condizione di chi è rimasto fuori da tutto e resta perennemente nella risacca senza mai trovare approdo.

Da La città celeste, Diego Marani (La nave di Teseo, 2021)